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FIAT/AERITALIA G.91 (di Giuseppe M. F. Firrone) |
Il “G” di maggior successo internazionale (1956)
Il FIAT G.91 rappresenta il più grosso successo commerciale dell’industria aeronautica italiana dal dopoguerra ad oggi, prodotto nel maggior numero di esemplari. Era la fine del 1953, quando Giuseppe Gabrielli cominciò a lavorare al progetto del G.91 in risposta ad una specifica, dalle richieste molto selettive, emessa dalla NATO, per un cacciabombardiere leggero di dimensioni ridotte, in grado di decollare da piste semipreparate o tronchi autostradali, di facile manutenzione, con rapido rifornimento di combustibile, capace di trasportare vario tipo di munizionamento, e che potesse praticamente assolvere il ruolo tattico di contrastare la minaccia proveniente da una eventuale invasione in Europa delle Forze Corazzate d’Attacco del “Patto di Varsavia”. Il velivolo uscito vincitore da questa specifica avrebbe dovuto equipaggiare, con un totale di circa 4000 esemplari costruiti, tutti i paesi allora aderenti alla NATO. |
Prototipo del FIAT G.91 – Torino Caselle, 1956 |
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G.91 Y del 101° Gruppo, 8° Stormo, sull'aeroporto "Urbano Mancini" di Cervia Il FIAT G.91 PAN esposto a Vigne di Valle
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Il primo prototipo del G.91 volò a Torino-Caselle il 9 agosto 1956 ai comandi del pilota collaudatore Riccardo Bignamini. La grande capacità e l’entusiasmo che animavano gli uomini della FIAT Aviazione avevano reso possibile l’approntamento dell’aereo in tempi record. Il velivolo si dimostrò maneggevole e le capacità di decollo e atterraggio da piste o campi erbosi semipreparati furono superiori alle aspettative. Nel gennaio del 1958, dopo un serrato confronto, il G.91 fu dichiarato vincitore del concorso NATO,
prevalendo sui francesi Bréguet Br. 1001 “Taon”, Dassault Etendard IV e
SE Sud Aviation 5300 “Baraudeur”, l’inglese Folland Midget/Gnat si era precedentemente ritirato.Il G.91 era un
monoreattore, monoplano, mono o biposto, ad ala
bassa a freccia di 37° con ipersostentatori a fessura e rivestimento
lavorante. La fusoliera in lega leggera a semiguscio alloggiava, oltre la
vasca del pilota (protetta da piastre corazzate) e le quattro armi da |
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Lo smacco subito dall’industria
aeronautica francese, gli interessi economici legati ad una
grossa produzione di aerei, innescarono contrasti e gelosie in campo
internazionale che inficiarono la distribuzione del G.91
del Gabrielli a tutte le aviazioni della NATO. Il G.91 fu pure valutato dall’Esercito
degli U.S.A. e della Svizzera, e motivazioni di ordine politico ne impedirono
l’esportazione alla Grecia, Turchia ed Austria. Solo |
Passaggio con fumi colorati dei G.91 della Pattuglia Acrobatica Nazionale |
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G.91 T con livrea commemorativa del 204° Gruppo, 32° St., sull'aeroporto di Amendola- Foggia |
Nell’A.M.I. il G.91 R-1B, soprannominato “Gigetto”, ha
equipaggiato, dal 1961, la 5 e la 51 Aerobrigata, il 2° e 32° Stormo ed il
103° Gruppo CTL. A sottolineare le sue ottime caratteristiche di volo, il G.91 ha
equipaggiato per 18 anni, dal 1963 al 1981, il 313° Gruppo Addestramento
Acrobatico “Frecce Tricolori”, la famosa Pattuglia Acrobatica nazionale.
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Nella sua
versione biposto G.91T/1, in trenta anni di
servizio presso Costruito in totale in 690 esemplari, il monoposto G.91R ha compiuto il suo ultimo volo il 9 aprile 1992, mentre il biposto da addestramento G.91T ha effettuato l’ultimo volo, in una solenne cerimonia sulla base di Amendola, il 30 settembre 1995. |
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G.91 R-1 del 103° Gruppo, 2° Stormo a Treviso-S.Angelo nel 1978 G.91 Y del 13° Gruppo, 32° Stormo in fase di decollo
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G.91
T-3 della Waffenschule 50 della Luftwaffe a Erding
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Il G.91 R-1s valutato nel |
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